Calcola la ritenuta d'acconto in fattura

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Da quale importo parti?
Contributo previdenziale in fattura

Netto a pagare

–

Compenso
–
Rivalsa INPS 4%
–
IVA 22%
–
Totale fattura
–
Ritenuta d'acconto 20%
–
Netto a pagare
–

Il cliente versa la ritenuta all'Erario con l'F24 entro il 16 del mese dopo il pagamento.

Come si calcola la ritenuta d’acconto

La ritenuta d’acconto è il 20% del compenso di un lavoratore autonomo. Il cliente la trattiene dal pagamento e la versa all’Erario per conto del professionista. Per il professionista è un anticipo dell’IRPEF: la scala dalle imposte nella dichiarazione dei redditi.

La fattura di un professionista in regime ordinario si costruisce così:

VoceCome si calcola
Compensol’onorario
Rivalsa INPS 4% o contributo cassa4% del compenso
IVA 22%22% di compenso + contributo
Totale fatturacompenso + contributo + IVA
Ritenuta d’acconto 20%20% del compenso (con la rivalsa INPS: di compenso + rivalsa)
Netto a pagaretotale fattura − ritenuta

La ritenuta non si calcola mai sull’IVA.

Rivalsa INPS e contributo della cassa: la differenza

Le due voci valgono entrambe il 4% e vanno entrambe nella base dell’IVA. Per la ritenuta, però, si comportano in modo diverso:

Esempi

Professionista iscritto alla Gestione separata

Compenso di 1.000 €, rivalsa INPS 4%, IVA 22%:

VoceImporto
Compenso1.000,00 €
Rivalsa INPS 4%40,00 €
IVA 22% su 1.040 €228,80 €
Totale fattura1.268,80 €
Ritenuta 20% su 1.040 €− 208,00 €
Netto a pagare1.060,80 €

Ingegnere o architetto con Inarcassa

Compenso di 1.000 €, contributo integrativo 4%, IVA 22%:

VoceImporto
Compenso1.000,00 €
Contributo integrativo 4%40,00 €
IVA 22% su 1.040 €228,80 €
Totale fattura1.268,80 €
Ritenuta 20% su 1.000 €− 200,00 €
Netto a pagare1.068,80 €

Il totale fattura è lo stesso dell’esempio precedente, ma la ritenuta è più bassa: il contributo della cassa non entra nella base.

Senza contributo

Compenso di 1.000 €, IVA 22%: totale fattura 1.220,00 €, ritenuta 200,00 €, netto a pagare 1.020,00 €.

Prestazione esente da IVA

Compenso di 1.000 €, senza IVA: ritenuta 200,00 €, netto a pagare 800,00 €. Una fattura senza IVA oltre 77,47 € richiede anche la marca da bollo da 2 €.

Dal netto al compenso

Se sai quanto vuoi ricevere, dividi il netto per il coefficiente adatto al tuo caso:

CasoNetto per 1 € di compenso
Rivalsa INPS 4% e IVA 22%1,0608
Cassa 4% e IVA 22%1,0688
Solo IVA 22%1,02
Senza IVA e senza contributo0,80

Esempio: vuoi ricevere 1.000 € netti, con rivalsa INPS e IVA. Il compenso è 1.000 ÷ 1,0608 = 942,68 €. La fattura: rivalsa 37,71 €, IVA 215,69 €, totale 1.196,08 €, ritenuta 196,08 €, netto a pagare 1.000,00 €.

Esempio senza IVA e senza contributo: per ricevere 1.000 € netti il compenso è 1.000 ÷ 0,80 = 1.250 €, con una ritenuta di 250 €.

Ogni voce della fattura si arrotonda al centesimo. Per questo alcuni netti non si ottengono al centesimo esatto: in questi casi il calcolatore mostra il netto più vicino. Se ti serve partire dal totale della fattura, usa il calcolo della fattura inversa.

Chi applica la ritenuta

Domande frequenti

Quando e come il cliente versa la ritenuta?

Con il modello F24, entro il 16 del mese dopo quello del pagamento, con il codice tributo 1040. Il cliente certifica poi le ritenute al professionista con la Certificazione Unica.

La ritenuta è un costo per il professionista?

No. È un acconto delle imposte. Il professionista la sottrae dall’IRPEF dovuta nella dichiarazione dei redditi. Se le ritenute sono più alte dell’imposta, nasce un credito.

Il cliente privato paga la ritenuta?

No. Il privato non è sostituto d’imposta: paga il totale della fattura. Per calcolare una fattura senza ritenuta, usa il calcolo della fattura inversa e togli la ritenuta.

Lavoro senza partita IVA: come calcolo la ritenuta?

Per un lavoro saltuario senza partita IVA si fa una ricevuta di prestazione occasionale, senza IVA. Usa il calcolo della prestazione occasionale.

Fonti

Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2026